Circolo Culturale Marotta

FAMIGLIE STORICHE TOSCANE – I CAPPONI

novembre 24th, 2006 by cculturale

Anna Maria Zandri,
FAMIGLIE STORICHE TOSCANE – I CAPPONI.
Anna Maria Zandri, originaria della provincia di Pesaro, precisamente di Marotta, vive da molti anni a Firenze dove si è trasferita per lavoro. Funzionario della Polizia di Stato si è dimessa volontariamente dal servizio, lasciando la carriera con il grado di vice questore.
La storia è stata sempre la sua “passione alternativa” che ha coltivato con assiduo impegno dedicandole studi e ricerche.
Presso l’editore Le Monnier ha pubblicato il libro Lo spedale di Messer Bonifazio in cui ha narrato le vicende storiche del palazzo della Questura di Firenze, fondato nel trecento da un capitano di ventura, Bonifazio Lupi di Soragna.
Ha collaborato con articoli di carattere storico alle riviste “Storia Illustrata”, “Firenze ieri oggi domani”, “Toscana qui” e collabora per lo stesso argomento al quotidiano “La Nazione “.
Con questo volume inizia una collana sulle famiglie storiche della Toscana.

RECENSIONE DEL LIBRO “FAMIGLIE STORICHE TOSCANE – I CAPPONI”
La famiglia fiorentina dei Capponi, apparsa a Firenze intorno alla metà del Duecento e tuttora fiorente nella medesima città, è una delle grandi famiglie di mercanti-banchieri che, tra Medio Evo e Rinascimento, hanno fatto grande Firenze, che l’hanno fatta bella , ricca e maestra del mondo.
Il primo Capponi, Pagno, risulta iscritto all’Arte della Seta nel 1244 e dietro di lui sono venuti tutti gli altri, tanti, innumerevoli: uno sciame di individui sciorinati nei secoli, che, presi tutti insieme, formerebbero un grosso paese. Moltissimi di loro hanno partecipato da protagonisti alla storia di Firenze e della Toscana ricoprendo incarichi politici e amministrativi, dalle magistrature della repubblica oligarchica ai dicasteri del granducato. Cinquantasei Priori delle Arti e dodici Gonfalonieri del Comune fiorentino, ventisei senatori dell’aristocrazia granducale e poi tanti Capponi tra i reggitori delle città toscane, tra i dignitari di corte, tra i Cavalieri di Malta o di Santo Stefano, un cardinale, un vescovo, tre francescani beati e personaggi illustri delle lettere e delle armi.
Hanno contribuito a fare la storia, ma la Storia, la “grande” Storia non li ricorda. Quanti di loro sono noti ai più? Uno è Pier Capponi, quello delle trombe e delle campane, che ha pronunciato il “no” più famoso della storia d’Italia, un altro è Gino Capponi, che per sua indole era invece portato a dire “ni” e fu tra gli animatori del grande dibattito politico, culturale e sociale che ha portato in auge Firenze nel primo Ottocento. E poi?
Ebbene, qui si rincorre l’intento di “presentare” anche gli altri, quelli che la Storia trascura: quelli che hanno giocato il loro ruolo su una ribalta minore, quelli che hanno dipanato il filo della loro vita negli ambiti conclusivi della torre civica o del campanile, quelli che hanno sopportato pubbliche tragedie nel privato degli affetti famigliari o dei loro domestici affari.
Ecco allora la storia sconosciuta di Alessandro, il nipote di Pier Capponi, grande mercante del Cinquecento (quando i Capponi associati agli Strozzi tenevano un agente della loro compagnia commerciale perfino nello Yucatan), a cui un bieco destino sottrae nel 1582 i due figli maschi in giovane età perché sospettati di congiura antimedicea e perseguitati senza tregua dal granduca . Uno Giuliano, muore assassinato a Venezia, l’altro Piero, costretto a scappare convulsamente da una capitale all’altra dell’Europa e a vivere in precarietà per sottrarsi ai sicari granducali, muore contagiato dalla peste a Londra. Piero Lando, un fiorentino trapiantato a Lione dove i Capponi hanno una attivissima banca, si incarica della sua sepoltura e gli erige una bel monumento funebre di marmo che ancora oggi si può ammirare nella chiesetta londinese di Saint Olave, nel cuore della city a due passi dalla Torre di Londra. Una cronaca fiorentina del Cinquecento descrive la dignitosa rassegnazione di Alessandro, il vecchio padre rimasto a Firenze, colpito dalla confisca dei beni dei figli, che, da solo e nello sconforto, tira avanti come può fino alla morte ciò che resta della sue già floride imprese per non privare del lavoro gli artigiani delle sue manifatture .
E poi c’è la vicenda di Piero “il guerriero”, un altro Piero di un altro ramo della dinastia, vissuto nel Seicento, che per tutta la sua vita combatte per terra e per mare, per la sacra flotta di Santo Stefano, per il granduca, per l’imperatore e nel 1632 si trova a dar prova di valore nella famosa battaglia di Lùtzen: una leggenda vuole che sia stato proprio il colpo partito dalla sua pistola ad abbattere il generale dell’esercito nemico, il “re delle navi”, Gustavo Adolfo di Svezia.
C’è infine la fortunata impresa di Ferrante , giovane cavaliere di diciotto anni , che nel 1701 ottiene dall’imperatore Leopoldo I° il titolo di conte dell’impero di cui sfregia ancora oggi il ramo dei Capponi fiorente a Firenze.
E così via. E’ insomma una storia di uomini, di personaggi di cui si narrano le motivazioni, le inclinazioni, di ruoli e i rapporti con i loro tempi.
Scritto con un taglio giornalistico, con uno stile spigliato e accattivante per il lettore, il volume si avvale di una ampia documentazione e si arricchisce e di aneddoti, episodi, squarci di vita vissuta che ne rendono la lettura oltremodo coinvolgente, mai noiosa.
Le vicende degli ultimi componenti della famiglia scaturiscono dalla narrazione a viva voce del conte Neri Capponi, attuale rappresentante della casata, al quale alla fine del volume è dedicata una intervista.

FAMIGLIE STORICHE TOSCANE - I CAPPONI
Di Anna Maria Zandri
INTRODUZIONE di Zeffiro Ciufoletti
CASA EDITRICE POLISTAMPA Firenze Tel. 055.7326272
(Prezzo euro 8.00)
 
Il presidente del CIRCOLO CULTURALE MAROTTA
Ersilia Riccardi

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